La storia che non ti aspetti, la sorpresa più bella. Il cinema d’autore e il regista Marco Bellocchio nelle sue terre, nei luoghi che oggi appartengono anche a noi, grazie al Bobbio Film Festival e ai corsi di Fare Cinema che da anni catturano l’attenzione di tanti giovani e di un pubblico che ama nutrirsi di cultura e di cinema vero, quello che provoca brividi ed emozioni. In cui i sentimenti s’impastano con i film e con una tradizione ricca di storia e di arte. Tutto nasce 14 anni fa con “Farecinema – incontro con gli autori” quando Marco Bellocchio che a Bobbio ha girato il suo primo cult “I pugni in tasca” nel 1965, promuove nella sua terra d’origine un laboratorio per insegnare il mestiere della regia cinematografica. Due settimane full immersion, tutto compreso, di duro lavoro per la realizzazione un cortometraggio, per percorrere le fasi creative di una produzione cinematografica: l’ideazione, la sceneggiatura, la regia, la scenografia, la fotografia, la recitazione, le riprese, il suono e il montaggio. Accanto al laboratorio, prende corpo anche una rassegna serale di film con tanto di dibattito al termine delle proiezioni; un ritorno al Cineforum perché ad essere protagonisti insieme al pubblico sono gli attori e i registi. Una storia bella, ricca di sorprese. Il pubblico si affeziona a questa iniziativa e nel 2005 gli incontri cambiano pelle e si fanno festival. Nasce il “Bobbio Film Festival” di cui Marco Bellocchio è direttore artistico e viene istituito il premio “Il Gobbo d’Oro”, una scultura dell’artista piacentino Paolo Perotti, ispirata al ponte gobbo, l’antico ponte romano che taglia il fiume.
Set in Valtrebbia dunque e i personaggi che prendono parte al festival impreziosiscono un territorio bimillenario. Tra il 1997 e il 2000 giungono a Bobbio per presentare i loro film e per dibattere di cinema, tra gli altri, il regista Mimmo Calopresti, l’attuale direttore del Festival di Venezia Marco Müller, gli sceneggiatori Stefano Rulli, Domenico Starnone, Gloria Malatesta, Claudia Sbarigia e giovani autori come Fulvio Ottaviano ed Edoardo Winspeare. Nel 2001 intervengono il regista cinese Zhang Yuan, con “Diciassette anni” premio della Giuria a Venezia nel 1999 e Danis Tanovic, con “No man’s land”, premiato a Cannes nel 2001 per la migliore sceneggiatura. Nel 2002 a Bobbio viene presentato il film di Babak Payami “Il voto è segreto”, premio speciale per la regia al Venezia Film Festival 2001 e la rassegna è improntata alla politica, con filmati di Francesca Comencini, di Citto Maselli e dell’iraniano Babak Payami. Il regista Emanuele Crialese e l’attrice Valeria Golino presentano il film “Respiro”, mentre lo stesso Marco Bellocchio, insieme a Sergio Castellitto presenta “L’ora di religione”. Nel 2003 Marco Bellocchio propone “Buongiorno notte”, il film sul sequestro Moro che accarezza il Leone d’Oro a Venezia, ma arrivano in Valtrebbia anche i registi Franco Battiato, Edoardo Winspeare, Riccardo Milani, Daniele Ciprì, Franco Maresco e lo sceneggiatore Vincenzo Cerami. Nel 2004 giungono a Bobbio i registi Alina Marazzi, Saverio Costanzo (premiato poche settimane dopo con il Pardo d’Oro al Festival di Locarno con “Private”), Michelangelo Frammartino, Paolo Sorrentino, Matteo Garrone e il regista americano Abel Ferrara.
Nel 2005 nasce il Bobbio Film Festival viene consegnato il primo "Gobbo d'Oro”. Morando Morandini ed Enrico Nosei conducono i dibattiti del dopo festival ai quali partecipano Renato De Maria e Isabella Ferrari, Babak Payami, Stefano Mordini e Valentina Cervi, Saverio Costanzo e Mario Gianani. Il “Gobbo d’oro” viene assegnato a “Saimir” di Francesco Munzi. Nel 2006 sono ospiti a Bobbio i registi Libero Di Rienzo, Franco Battiato, Fausto Brizzi e Sergio Rubini. Tra gli attori ad arricchire il festival sono Kim Rossi Stuart, Elio Germano, Barbara Bobulova e Donatella Finocchiaro. Il Gobbo d’oro viene assegnato al film “12.08 East of Bucarest” di Corneliu Poromboiu. L’estate successiva Bobbio ospita il grande Mario Monicelli, Daniele Lucchetti, Alessandro Angelini, Stefano Incerti, Eugenio Cappuccio, Marina Spada, Fausto Brizzi, Saverio Costanzo, Corrado Guzzanti e un giovane Filippo Timi con Riccardo Scamarcio, Elio Germano, Valerio Mastandrea, Giorgio Pasotti e il critico cinematografico Tatti Sanguineti. E’ cinema, è storia, è vita tutto ciò e ad aggiudicarsi il Gobbo d’oro è “L’aria salata” di Alessandro Angelici. Nel 2008 gli ospiti sono Carlo Mazzacurati, Giuliano Montaldo, Giovanna Mezzogiorno, Valeria Solarino, Marco Tullio Giordana e Alessio Boni. E ancora, Alina Marazzi, Salvatore Maira, Alessandro Valori e il giovane Giorgio Arcelli, regista piacentino che debutta con “Principessa”. Ad aggiudicarsi il Gobbo d’oro è “Cover Boy” di Carmine Amoroso. Nel 2009 il pubblico assiste a “Vincere”, un successo senza precedenti, tra il Chiostro gremito e gli applausi di un pubblico entusiasta. E’ presente Filippo Timi che nel film interpreta il ruolo di Benito Albino Mussolini. A suggellare la manifestazione anche Francesca Archibugi, Antonio Albanese, Donatella Finocchiaro, Alba Rochwacher, Elio Germano e Gino Strada.
Pubblico da grandi occasioni, dibattiti sempre più accesi. “Puccini e la fanciulla” di Paolo Benvenuti vince il Gobbo d’oro e la storia continua, quasi a chiudere un cerchio che non si chiude, perché Bobbio e la Valtrebbia sono ormai terre di cinema e Marco Bellocchio il maestro di questa bella avventura di mezza estate.
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